Un giardino per stare bene

di Softwareuno
Aggiornato al 21 Luglio 2020

La natura ha il potere di diminuire lo stress, di distrarre i malati o gli anziani da alcune condizioni dolorose o invalidanti, permette di fare movimento all’aria aperta, dona occasioni di incontro e socialità portando spesso a migliorare i rapporti dei malati tra loro, con i familiari e il personale sanitario.

Gli studi scientifici

Il fatto che i giardini e la natura in generale siano un toccasana per la nostra salute è ormai un assunto, non solo condiviso dalla maggioranza, ma anche supportato da numerosi studi scientifici. Tali studi dimostrano che, a parità di condizioni patologiche, un paziente che passa la convalescenza in una stanza affacciata su un giardino guarisce prima e meglio di uno che non può godere dello stesso panorama. Allo stesso modo, un anziano che si trovi a vivere in un ambiente più a contatto con la natura, migliora l’aspettativa e la qualità della sua stessa vita.

I giardini che curano

Proprio sulla base di questi studi e dei loro risultati estremamente positivi, possiamo assistere in questi ultimi anni alla nascita di realtà virtuose, frutto della collaborazione di aziende, centri di ricerca e istituti universitari, che si specializzano nella creazione di giardini studiati appositamente per persone affette da patologie specifiche come l’Alzheimer, la demenza, la sindrome di Down o l’autismo.
Questi giardini, nei quali architettura e design sono attentamente studiati in ogni dettaglio per essere i più adatti alla tipologia di utente che ne fruirà, vengono poi collocati in strutture come ospedali o RSA e diventano una vera e propria terapia non farmacologica per gli ospiti della struttura. Questa terapia, se mantenuta con frequenza costante e regolare, porta a risultati tali da permettere di rivedere addirittura la quantità di farmaci somministrati per curare ansia e depressione. Ma non solo, è dimostrato che la presenza di questi giardini non porti beneficio esclusivamente agli ospiti della struttura ma anche ai loro familiari e agli operatori sanitari, che trovano nel giardino un luogo per alleviare la pressione che il lavoro e la cura del proprio caro possono creare.

Un giardino per stare bene

Cristina Borghi dedica un intero libro ai giardini come strumento di cura e ci illustra come è possibile progettare un giardino terapeutico in casa propria.
Il suo libro: Un giardino per stare bene. Perché il giardino ci regala la salute e come progettarlo , pubblicato da URRA, inizia con alcuni cenni storico-filosofici sul rapporto tra uomo e natura nel tempo, sull’evoluzione della cura come approccio da parte del medico e come visione del paziente. La Borghi  analizza poi gli studi scientifici sul giardino come strumento di cura, analizzando i differenti tipi di giardini terapeutici.

Tipologie di giardini terapeutici

Quelli da osservare sono chiamati healing gardens e sono giardini che curano in modalità passiva, poiché il paziente non se ne occupa direttamente, ma li osserva dalla finestra della sua stanza o ci passa semplicemente del tempo.
Ci sono poi i giardini da accudire, ovvero giardini dei quali il paziente si occupa attivamente, dei quali fanno parte per esempio gli orti (ortoterapia). Infine i giardini da vivere, quelli nei quali la modalità terapeutica attiva si esprime al suo massimo mettendo al centro della vita della persona il giardino, nel quale si possono coltivare tutti i prodotti della terra, si può fare attività fisica e ci si può anche occupare degli animali.
Un approfondimento viene dedicato alla pet teraphy, che pur non essendo oggetto diretto della pubblicazione è strettamente legata al concetto di natura come strumento terapeutico alternativo utile a migliorare la qualità della vita.

Progettare un giardino terapeutico

Nella seconda parte del libro l’autrice dà indicazioni più tecniche su come progettare un giardino terapeutico, condividendo anche alcune immagini per fornire esempi più concreti di elementi che possano esservi inseriti o esempi di progettazione di giardini finalizzati a strutture diverse. Cristina Borghi distingue inoltre i vari giardini differenziandoli per categorie di fruitori: i giardini per la famiglia e quelli per i bambini, i giardini per gli anziani, quelli per i malati e per i pazienti psichiatrici e infine i giardini per i disabili. In conclusione del suo libro, l’autrice porta alcuni esempi di giardini del benessere e giardini terapeutici inseriti in diversi contesti e realtà.

Hai trovato interessante questo articolo?

Iscriviti alla Newsletter per non perdere i prossimi

Iscriviti alla Newsletter

Prendi visione della nostra privacy policy.

Condividi su
Softwareuno

About Softwareuno