CON TESSA È POSSIBILE

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Tessa ti guarda.

Tessa sbatte le palpebre, unite agli occhi da uno sbuffo di led color limone.

Tessa è un piccolo bot da compagnia, cresciuto accanto ad una profumata pianta di fiori, grazie alle amorevoli cure del suo creatore, Wang Long Li, un giovane olandese con l’ambizione di diventare un Geppetto digitale.

Tessa è un piccolo allenatore progettato per le persone anziane, spesso sole in casa, quando iniziano a calare le prime ombre della demenza. Tessa è un coach personale con la vocazione al dialogo. Le sue chiacchiere sono finalizzate a dare una forma alla giornata.

C’è un tempo per ogni cosa: è ora di uscire per una breve passeggiata, è l’ora delle pastiglie e poi, dai, facciamoci qualcosa da mangiare che in TV è sempre la stessa noia.

Tessa è un giradischi la cui puntina è resa magica dall’intelligenza digitale. Vuoi ascoltare un po’ di musica? Bene. Tre vecchi pezzi che sappiamo ti piacciono e poi vediamo.

Tessa ha un involucro di legno caldo e può dire anche le bugie, proprio come il famoso burattino.

– E’ l’ora di una passeggiata.

– No, oggi sono proprio stanca.

– Ma no, dai, ti vedo così in forma!

E non le cresce neppure il naso.

Tessa è una delle tante sorprese che hanno reso intenso e stimolante il nostro viaggio in Olanda per scoprire un altro punto di vista nel processo di innovazione dei servizi socio-sanitari.

I Paesi Bassi sono una nazione di 17 milioni di abitanti. Per capirci, sono come la Lombardia e il Triveneto messi insieme. Ci siamo mossi in due frenetiche giornate tra Rotterdam, seconda città del paese, e L’Aia che è la sede governativa dell’Olanda anche se la capitale è Amsterdam.

Città molto diverse dalle nostre metropoli italiane, dominate dal rumore del traffico caotico. Lì tutto si muove più silenzioso in uno sciame di ruote di bicicletta che scivolano sicure nel freddo pungente di città dove storia e modernità convivono con grande rispetto.

Siamo stati ospiti del Cambridge Innovation Center di Rotterdam, una enorme realtà composta di Startup che convivono con team di aziende affermate che trovano nel CIC un punto di appoggio per respirare innovazione e quel cambio di prospettiva che è l’unico modo per entrare nel futuro preparati.

Abbiamo ascoltato giovani creativi che ci hanno raccontato con tanto entusiasmo i loro sogni e le loro ambizioni. Ci siamo presto resi conto che ci eravamo persi un bel pezzo della storia che deve essere ancora raccontata.

Siamo stati ricevuti in un centro di accoglienza per ragazzi, adulti ed anziani alla periferia del L’Aia, dove gli anziani hanno riscoperto il potere delle relazioni grazie all’esperienza immersiva della realtà virtuale, usata come esperienza onirica che può essere fatta in compagnia.

Abbiamo chiuso il nostro viaggio in un appartamento del futuro dove anziani digitali ci hanno travolto con il classico entusiasmo di un adolescente alle prese con la sua app preferita. Questa specie di gruppo di Ghostbusters, cacciatori di fobie e fantasmi digitali, votati alla divulgazione dell’invecchiamento sostenibile, autonomo e consapevole, fa parte di un serissimo disegno politico e sociale, che numeri alla mano, sta affrontando ora ciò che altrimenti non sarà più gestibile tra meno di vent’anni.

Tutto questo è stato possibile grazie alla grande energia di Giovanni, un giovane imprenditore italiano che vive da anni in Olanda e che ci ha regalato un viaggio veramente interessante che ci permette di tornare a casa consapevoli che la strada del possibile si stende ben oltre il nostro breve orizzonte.

Un grazie anche ai nostri compagni di viaggio, Daniele, Elisa, Oscar e Paolo, persone che ogni giorno si impegnano nelle rispettive strutture per anziani e che, anche grazie a questa avventura comune, ci regaleranno sicuramente nuove idee su cui lavorare.

Paolo e Roberta Galfione

P.S. Dimenticavo! A voi Tessa.


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Scritto da 4 Dicembre 2017 Marzo 18th, 2019 Categoria Big Data, Realtà Virtuale
Valentina Marcon

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