VIAGGIO IN INFINITE AREA

infinite area montebelluna
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Piove. Mi sto recando a Montebelluna per un promettente evento che parla di innovazione e cambiamento.

Tra me e me penso che la pioggia sia già un bel cambiamento dopo settimane asciutte e troppo calde per un inverno finito troppo presto. È proprio una bellissima giornata piovosa e profumata.

Infinite Area è un centro di innovazione che sorge all’interno di un’area ricca di una storia imprenditoriale fondata su talento e ostinazione, una sorta di dotazione genetica che fa del Nord-est quello strano fenomeno economico studiato da molti.

Sono contento di essere qui. Mi occupo professionalmente di innovazione digitale, ma ho la fortuna di fare per mestiere ciò che mi piace più: praticare la mia curiosità.

Nella brochure Infinite Area viene presentata come un vecchio capannone industriale ristrutturato, ma nella realtà, reso brillante dai colori della pioggia, appare come un leggero elemento geometrico di vetro e cemento elegantemente sorretto da un prato primaverile.

Infinite Area si propone come centro di innovazione, un insieme di spazi attrezzati per condividere, fare cultura e muovere il cambiamento. Entrando ti accorgi che mantiene le promesse. Il capannone è uno spazio protetto che ha unicamente lo scopo contenere idee e stimolare i sensi con luci, suoni, immagini e profumi.

Tutto all’interno sembra mobile, nulla sembra permanente. Ci sono spazi di lavoro, di pensiero, di dialogo e relax. Lo spazio è frazionato dalla presenza della carlinga di un ATR 42 che ti osserva silenzioso, sembra una metafora di Antoine de Saint-Exupéry: una carlinga al centro di uno spazio visionario che aspetta nuove idee che le mettano le ali.

La sala si sta riempendo di imprenditori, ci sono anche molti innovation manager e alcuni giovani studenti dallo sguardo un po’ disorientato, probabilmente il loro concetto di apprendimento è legato a spazi scolastici tradizionali, gli stessi che frequentavo io nei primi anni ’80.

Sono in compagnia di Paolo Susani – direttore commerciale di Zucchetti – che ci presenta tra partecipanti. Ascolto tre alti dirigenti di una importante azienda di software svizzera che si sono fatti molta più strada di me per partecipare all’evento.

Apre la giornata Patrizio Bof, l’ideatore di Innovation Area e titolare di Pat, azienda del gruppo Zucchetti che si occupa di soluzioni per la gestione e la relazione con i clienti. La giornata decolla, pilota d’eccezione Maurizio Melis di Radio 24, che attraverso la storia delle città ci accompagna da Gerico alle Smart Cities.

Davanti a me ho una lunga sequenza di appunti e suggestioni che ho catturato durante la giornata con il mio smartphone. Mi impongo di sceglierne tre.

I servizi 4.0 sono in grado di connettere un’offerta polverizzata con una domanda polverizzata, lo hanno già fatto amazon.com e airbnb.com, ma le applicazioni possibili sono limitate solo dalla nostra (mancanza di) creatività.

La Sharing Economy come modello capace di connettere in modo sostenibile i servizi.

Coo-petizione (coopetition). Un neologismo che indica la capacità di passare da un tradizionale sistema di concorrenza a un sistema in cui la collaborazione tra aziende di uno stesso settore permette di produrre risultati di qualità, perché i team si possono concentrare veramente su qualcosa che sanno fare bene, allontanandosi da un sistema in cui tutti fanno (male) tutto.

Alle 17 usciamo, ha smesso di piovere. A sud il cielo è azzurro, è tempo di mettere le ali.

Guarda il video dell’evento:

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Informazioni sull'autore

Scritto da 8 Aprile 2019 Aprile 15th, 2019 Categoria Servizi alla persona digitali, Eventi
Nonostante sia perennemente distratto da una forma congenita di curiosità permanente, ho avuto la fortuna di poter mettere il mio talento informatico al servizio dei servizi alla persona. Da trent’anni mi occupo di innovazione in questo settore dove le potenzialità del digitale crescono senza sosta.
Paolo Galfione

About Paolo Galfione

Nonostante sia perennemente distratto da una forma congenita di curiosità permanente, ho avuto la fortuna di poter mettere il mio talento informatico al servizio dei servizi alla persona. Da trent’anni mi occupo di innovazione in questo settore dove le potenzialità del digitale crescono senza sosta.