RESIDENZIALITÀ LEGGERA – RECENSIONE

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Articolo di Valentina Marcon

Residenzialità Leggera è il libro di Vincenza Scaccabarozzi, Dapero EditoreIl volume racconta lo studio per la progettazione e la valutazione di fattibilità e sostenibilità di una struttura di Residenzialità Leggera per la città di Crema. Nato dalla tesi del Master in Management delle RSA, lo studio ha lo scopo di divulgare una proposta innovativa per una modello sperimentale di residenzialità che possa essere applicabile anche in altre città italiane, fornendo una vera e propria guida alla creazione e allo sviluppo di una struttura di Residenzialità Leggera.

COS’È LA RESIDENZIALITÀ LEGGERA

Con Residenzialità Leggera si indica una soluzione di residenzialità sperimentale introdotta nel 2012 dalla Regione Lombardianell’ambito della disciplina del DGR X/2942/14. Questa forma di assistenza territoriale si colloca in posizione intermedia tra le unità di offerta socio-sanitarie a carattere residenziale e semi-residenziale tradizionali (RSA e ADI) e i servizi domiciliari di tipo sanitario o sociale (ADI e SAD).

Le strutture di Residenzialità Leggera sono soluzioni abitative protette poste al centro di una rete di servizi socio-sanitari e assistenziali, che rispondono ai bisogni di autonomia e sicurezza di anziani fragili, ma autonomi nelle funzioni di base e che per vari motivi necessitano di un contesto protetto e sicuro.

A CHI SI RIVOLGE IL SERVIZIO

Gli utenti ideali di questa modalità di offerta sono persone over 65 che manifestano i primi bisogni assistenziali e sociali, con una buona autonomia e che non presentano disabilità gravi. Si tratta di anziani in grado di abitare un alloggio autonomo, ma che necessitano di un contesto sicuro e di una serie di servizi organizzativi a supporto della gestione della casa e dei bisogni quotidiani (pasti, pulizie, approvvigionamenti, manutenzioni, etc). Queste persone richiedono inoltre un accesso facilitato ai servizi socio-sanitari, servizi medici ed ambulatoriali e alle attività socio-ricreative.

Può trattarsi di persone singole o di coppie che non dispongono di una rete di caregivers o che scelgono semplicemente di trasferirsi da zone periferiche o isolate, in un ambiente protetto e in un centro nevralgico rispetto alla rete sociale e dei servizi.

INQUADRAMENTO E VANTAGGI FISCALI

Secondo Marco Petrillo, che ha curato la presentazione del libro, la struttura ipotizzata dall’autrice può essere definita come una start up a vocazione sociale, inquadramento che prevederebbe anche l’accesso degli investitori alle detrazioni e deduzioni fiscali previste dalle leggi L.112/17 e L.117/17 di riforma del terzo settore, siano essi persone fisiche o giuridiche. Allo stesso modo anche il social bonus L. 112/17 potrebbe essere accessibile, includendo valorizzazioni immobiliari e raccolta di capitali a vocazione sociale.

ACASAMIA: IL PROGETTO PER LA CITTÀ DI CREMA

Il progetto di Residenzialità Leggera trattato nel libro è sviluppato per la città di Crema, una città di medie dimensioni, con circa 35.000 abitanti e afferente all’ATS Val Padana. L’autrice analizzando i dati demografici della città evidenzia aumento costante dell’età media, un aumento degli ultrasessantacinquenni e dell’indice di vecchiaia, dati che indicano con precisione l’andamento dell’invecchiamento della popolazione.

La collocazione della struttura è ipotizzata fuori dal centro storico, preferibilmente in una zona verde, e prevede un’area di circa 3.000 mq, superficie coperta di circa 800 mq e mini-alloggi di 30-35 mq per una sessantina di ospiti. I principi che hanno ispirato il progetto sono: l’indipendenza dell’anziano, la sicurezza e l’attenzione agli aspetti tecnici, il senso di appartenenza, la socialità e l’adattabilità alla variazione delle condizioni di autonomia dell’anziano.

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEL PROGETTO

Vincenza Scaccabarozzi correda il progetto di un vero e proprio business plan che, con le modalità proprie del marketing, definisce potenziali destinatari, relativi bisogni e un’analisi di minacceopportunitàpunti di forza e di debolezza del progetto(SWOT). Se da una parte la proposta risponde ai bisogni di mantenimento di autonomia e dipendenza, affiancando agli utenti professionisti esperti e servizi a supporto, dall’altra parte lasciare la propria casa per trasferirsi in una casa nuova è individuato come un punto debole e ricorre come costante in tutta l’analisi. Un piano di comunicazione integrato viene pertanto sviluppato a supporto, insieme ad una serie di attività divulgative come Open day e convegni che coinvolgano la popolazione e gli stakeholder.

CONCLUSIONI

Vincenza Scaccabarozzi nel suo libro presenta una vera e propria guida allo start-up di una struttura di “Residenzialità Leggera”, una forma sperimentale di residenzialità lanciata dalla Regione Lombardia nel 2012. Il modello, sviluppato sulla città di Crema ma applicabile a contesti cittadini con caratteristiche socio-demografiche simili, è corredato da un vero e proprio business plan per l’analisi dei principali punti di forza e punti di debolezza e presenta un piano di comunicazione a supporto. Lo studio, nato con la tesi del Master in Management delle RSA di LIUC Business School, dimostra la fattibilità e la sostenibilità del modello e ne riporta le fasi di studio e di precisa progettazione di tutte le componenti.

Con le parole dall’autrice: se “Progettare il futuro non è possibile, programmare la realizzazione di un servizio però lo è”.

Il libro Residenzialità Leggera di Vincenza Scaccabarozzi, edito da Editrice Dapero, è acquistabile sul sito dell’editore cliccando qui.


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Scritto da 19 Febbraio 2019 Marzo 18th, 2019 Categoria Innovazione
Valentina Marcon

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